La trasformazione digitale delle reti idriche passa oggi dalla misura dei consumi, dalla riduzione delle perdite fino al monitoraggio della qualità dell’acqua in rete. In questo contesto si inserisce la collaborazione tra Onyax e il Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Pavia per lo sviluppo di NEMO, un micro-laboratorio IoT per il monitoraggio continuo della qualità idrica, attualmente applicato presso il gestore Acquedotto del Fiora.
La soluzione
Acquedotto del Fiora gestisce il Servizio Idrico Integrato in 55 Comuni delle province di Grosseto e Siena, servendo un territorio esteso e complesso. Negli ultimi anni il gestore ha intrapreso un importante percorso di innovazione tecnologica finalizzato all’efficientamento della rete e alla riduzione delle perdite, basato sulla telelettura massiva dei contatori, sulla distrettualizzazione e sull’adozione di sistemi intelligenti di monitoraggio. Tra le iniziative più innovative rientra il progetto NEMO, una soluzione IoT applicata alle “Casine dell’Acqua” del gestore, già dotate di infrastrutture evolute di telemetria e supervisione. Il dispositivo consente di effettuare analisi ad alta frequenza direttamente in rete, superando l’approccio tradizionale basato su campionamenti periodici e successive verifiche di laboratorio. NEMO integra sensori multi-parametrici, connettività NB-IoT e una piattaforma cloud dedicata, a supporto delle attività operative e decisionali del gestore, permettendo il monitoraggio in tempo reale di parametri quali pH, cloro libero, torbidità, conducibilità, potenziale RedOx e temperatura.
I benefici del progetto NEMO
Le prime evidenze emerse dalla sperimentazione confermano il valore del monitoraggio continuo come strumento per aumentare la frequenza e la capillarità dei controlli rispetto alle modalità tradizionali, garantendo una maggiore visibilità sull’evoluzione dei parametri idrici qualitativi. L’automazione delle attività di misura consente inoltre di ridurre gli interventi manuali, ottimizzando l’impiego delle risorse operative, migliorando l’efficienza dei processi di controllo nelle Casine dell’Acqua del gestore. La piena integrazione con le piattaforme digitali aziendali consente, inoltre, di valorizzare il patrimonio informativo raccolto, trasformando i dati in uno strumento concreto di supporto alla gestione del servizio con una visione sostenibile verso il cittadino.
Il contributo dell’Università di Pavia
La collaborazione con il Dipartimento di Chimica dell’Università di Pavia punta a consolidare ulteriormente le prestazioni del sistema attraverso modelli di Intelligenza Artificiale e tecniche per l’analisi dei dati. Gli obiettivi includono il miglioramento dei processi analitici, la diagnostica remota delle anomalie e la definizione dell’“impronta dell’acqua”, ossia la firma chimico-fisica che caratterizza l’acqua in uno specifico punto della rete. Attraverso la correlazione tra i dati acquisiti da NEMO e la composizione nota dell’acqua distribuita, il sistema è in grado di riconoscere variazioni significative, supportare il monitoraggio della qualità su scala territoriale e segnalare tempestivamente eventuali situazioni che richiedano approfondimenti o interventi mirati. Un approccio che apre nuove prospettive per una gestione sempre più intelligente, sostenibile e data-driven delle reti idriche.







